Risparmio fiscale di un piano individuale pensionistico

In un paese con un forte carico fiscale e alta evasione fiscale, ecco i tanti vantaggi per te nella sottoscrizione di un piano individuale pensionistico:

  1. Qualsiasi versamento da te fatto, è fiscalmente deducibile dalla tua base imponibile sino a un massimo di 5164 euro annui dal reddito IRPEF come da tabella sotto riportata (+versi,+ti scarichi +alto è il montante, ossia capitale e interessi maturati negli anni, della tua pensione!).
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  1. Se si è sottoscritto un piano previdenziale integrativo è più facile non dover sopportare riduzioni per la qualità della vita durante il proprio pensionamento.
  2. Durante la fase di accumulo, ai rendimenti viene applicata un’imposta sostitutiva su base annua dell’20% inferiore a quella normalmente prevista: a) per le rendite finanziarie che è del 26% (azioni, fondi comuni, Sicav…), b) conti correnti e i conto depositi vengono attualmente tassati al 27% c) fondi comuni, fondi azionari e obbligazionari attualmente sono tassati al 26% d) anche le polizze vita sono oggi tassate al 26% ma queste investendo in vecchi titoli di Stato emessi negli anni passati, godono in proporzione della fiscalità ridotta riservata ai titoli di Stato. Infatti se paragoniamo questo meccanismo ad altri strumenti è evidente la tassazione di favore attuata dal legislatore con l’introduzione di un’imposta sostitutiva del 20%, che si riduce al 12,5% sui proventi riferibili ai titoli di stato ed equiparati.
  3. Anche sulle prestazioni a scadenza (ossia il capitale che viene liquidato) i contributi dedotti dall’aderente saranno soggetti alla tassazione agevolata finale, con aliquote dal 15% al 9%, prevista dalla normativa previdenziale. Sulla prestazione, sia in forma di rendita che di capitale è prevista una tassazione che va dal 15% al 9% in base alla durata dell’adesione. La percentuale del 15% si riduce di uno 0,30% per ogni anno oltre il quindicesimo trascorso dalla prima iscrizione ad una forma di previdenza complementare, con una riduzione massima del 6%. L’imposta minima è quindi pari al 9% che si raggiunge con 35 anni di partecipazione.
  4. L’ulteriore risparmio fiscale derivante dalle addizionali regionali e comunali (pari a circa il 2%).
  5. I versamenti sono liberi nell’importo e nella frequenza, non sei obbligato a versare, ogni anno puoi decidere dopo esserti confrontato, intorno a fine anno, con il tuo assicuratore.
  6. Il differimento delle imposte dovuto all’applicazione dell’aliquota di tassazione solo a scadenza. Vantaggio non trascurabile: l’aderente può investire le risorse “liberate” dal differimento fiscale con ulteriore vantaggio finanziario.
  7. Flessibilità del prodotto: hai in qualunque momento e fino al 75% per spese sanitarie e acquisto della tua prima casa o di quella dei tuoi figli o per le ristrutturazioni di esse, trascorsi 8 anni fino al 30%.
  8. Abolizione di meccanismi diabolici della legge Fornero che vincolano la permanenza sul posto di lavoro, all’invecchiamento tout court della popolazione italiana su dati Istat (attualmente 67 anni per maschi e femmine), tramite il blocco dei coefficienti di conversione in rendita.
  9. L’esenzione dall’imposta di bollo che dal 2014 è pari allo 0,20% e l’esenzione dalla Tobin tax, l’imposta sulle transazioni finanziarie.
  10. L’esenzione dall’imposta di successione in caso di premorienza dell’aderente durante il periodo di versamento dei premi.
  11. Questo prodotto pensionistico che ti suggeriamo è impignorabile ed insequestrabile, l’agenzia delle entrate ed Equitalia dunque non potranno attaccare quanto versato nella fase di accumulo. Ciò significa che sul risparmio previdenziale non sono ammesse azioni esecutive ne da parte dei creditori della Compagnia, ne da parte dei creditori degli aderenti. Anche in caso di difficoltà della Compagnia il patrimonio separato e autonomo non può venire intaccato, essendo destinato esclusivamente al pagamento delle prestazioni.

In conclusione:

Ricorda i piani individuali pensionistici migliori (quelli dunque che ti garantiranno una pensione migliore!) sono quelli dove il gestore retrocede alti rendimenti e per farlo si fa pagare poco!

Il capitale maturato ogni anno è la base di calcolo per i rendimenti dell’anno successivo: questo significa che può solamente crescere di anno in anno. Il prodotto da noi suggerito, ha un rendimento minimo garantito ma negli ultimi 10 anni, il nostro gestore ha sempre battuto il benchmark di riferimento (anche se i lusinghieri rendimenti degli anni passati possono solo essere indicativi di quello che potrebbe accadere in futuro, chiedici di farteli vedere). Chiama pure in filiale allo 051 6132001 e chiedi del dott. Salizzoni o del dott.Oddone, sono a tua disposizione per illustrarti gli ottimi rendimenti degli ultimi anni e se sei interessato ti illustreremo i bassi costi che ti chiediamo di pagare per gestire al meglio i tuoi risparmi.

 

Prestazioni a scadenza

  • Rendita vitalizia rivalutabile al raggiungimento dei requisiti per la pensione pubblica (con almeno 5 anni di contribuzione a forme di prev. integrativa)
  • La prestazione può essere trasformata in rendita reversibile.
  • L’Assicurato può scegliere, alla scadenza, se percepire immediatamente una parte della prestazione come capitale (max. 50%) e il rimanente come rendita vitalizia. Se però non si raggiunge l’importo minimo stabilito per legge (cioè se il 70% dell’importo annuo della rendita maturata con il P.I.P. è inferiore al 50% dell’assegno sociale), la prestazione sarà liquidata interamente come capitale.
  • La posizione previdenziale può essere trasferita dopo 2 anni dalla sottoscrizione ad altro Fondo pensione (aperto o di categoria) o PIP.
  • In caso di decesso dell’iscritto, il capitale maturato viene liquidato agli eredi o in mancanza di questi ai beneficiari designati.

Versamenti, flessibilità e facilità in entrata

  • L’accumulazione del capitale costitutivo della rendita avviene attraverso il versamento di premi unici. L’entità del versamento può variare di anno in anno e si possono tranquillamente saltare dei versamenti annui e farne di importi e frequenza liberi.
    Se si è lavoratori dipendenti, è possibile destinare al PIP anche il TFR che matura ogni anno.

Durata del progetto 

La fase di accumulazione del capitale termina con il raggiungimento requisiti per la pensione pubblica; l’aderente può proseguire comunque i versamenti purché abbia almeno un anno di contribuzione.

Riscatto in caso di emergenza, flessibilità in uscita

E’ possibile chiedere anticipazioni del capitale maturato solo al verificarsi di determinati eventi, quali:

  • spese sanitarie per terapie ed interventi straordinari (max 75% del maturato);
  • acquisto della prima casa per sè o per i figli (max 75% del maturato) dopo 8 anni di iscrizione;
  • altre esigenze dell’aderente (max 30% del maturato) dopo 8 anni di iscrizione.